Un tesoro sepolto, una falda d’acqua o una malattia si possono scoprire con semplici strumenti quali un pendolino da radiestesista o una bacchetta da rabdomante.
Un esperimento affascinante è la ricerca di un tesoro nascosto. Supponiamo che il radiestesista voglia individuare un giacimento d’oro, come procede? Preso un pezzetto d’oro che funge da “testimone”, cioè da campione di vibrazione, una cartina del luogo e un pendolino, egli dispone tutto su un tavolino sgombro di oggetti estranei alla ricerca, si orienta verso il nord magnetico terrestre preso come punto di riferimento, sospende il pendolo sopra il testimone e osserva i movimenti del pendolo. Supponiamo che il pendolo ruoti in senso destrorso, cioè secondo le lancette dell’orologio. Bene! Questa è la vibrazione dell’oro rivelata dal pendolo, in sintonia con il sistema nervoso del radiestesista. Puntando il dito sulla mappa e facendo la massima attenzione a mantenere la mente libera da ogni preconcetto o suggestione, muove il dito della mano libera, come fosse un’antenna, nelle diverse aree della mappa fino a quando il pendolo riprende le girazioni destrorse. In quel punto si trova l’oro! Ripete nuovamente l’esperimento per avere la certezza del risultato e ne ricerca anche la profondità. Infine, si reca sul luogo e alla profondità individuata, grazie all’indagine condotta a tavolino, trova l’oro nascosto. Come è stato possibile individuare un tesoro nascosto alla vista e ai sensi dello sperimentatore?
Il segreto del fenomeno non sta nello strumento, ma nella facoltà del radiestesista o rabdomante che, attraverso un centro nervoso cerebrale è in grado di captare tutte le onde del cosmo, ricevere e trasmettere per via nervosa alle dita e da esse allo strumento: bacchetta o pendolo.
Naturalmente è necessaria della pratica per ottenere risultati stabili e affidabili. Il radiestesista non è un “indovino”, ma uno sperimentatore tenace, pratico e onesto.