Le moderne ricerche sull’elettromagnetismo delle cellule hanno portato alla scoperta che il cervello è una straordinaria organizzazione di cellule, ovvero di microscopiche apparecchiature elettroniche in grado di emettere segnali a distanze sorprendenti. Infatti, una persona agitata, inseguita o in preda alla collera, può emettere onde che raggiungono altre città e persino lontani pianeti. Il nostro cervello, dunque, avrebbe la capacità di inviare segnali che potrebbero essere ricevuti e interpretati da altri cervelli.
A questo proposito, un bandito raccontò al giudice istruttore di aver notato che il “colpo” falliva ogni volta che uno dei membri della banda, o lo stesso bandito, era ossessionato dall’idea di essere stato visto o scoperto. Essendo un radiotecnico, il bandito spiegò che i “telegrammi” cerebrali emessi dai loro cervelli venivano percepiti da qualcuno in grado di decifrarli, portando quindi all’arresto degli uomini della banda. “Tutto è andato bene – insisteva il bandito – fino a quando io e i miei collaboratori abbiamo imparato a bloccare quella parte del nostro cervello che emetteva, involontariamente, segnali d’allerta.”
Questo caso è documentato da J.B. Rhine nel suo libro I poteri dello spirito. Le moderne ricerche hanno dunque confermato l’ipotesi del lestofante: è possibile comunicare, anche involontariamente, i nostri pensieri ad altri.